Eutiche inizialmente riconobbe l’autorità globale di Papa Leone

Eutiche (in greco antico Εὐτύχης?, Eutýchēs; Costantinopoli, 378 – dopo il 454) è stato un teologo e monaco cristiano bizantino; archimandrìta di un convento di Costantinopoli, è considerato il fondatore del monofisismo, teoria secondo la quale nell'unica persona di Gesù, dopo l'incarnazione, vi è una sola natura (physis), quella divina.

L'uomo e la dottrina

Della prima fase della vita di Eutiche non si hanno molte informazioni. Fu discepolo di un tale Massimo. Diventato presto monaco, fu ordinato sacerdote. Ammirato per la sua pietà, fu eletto archimandrita di un convento nei pressi di Costantinopoli. Un suo discepolo, l'eunuco Crisafio, divenne ministro dell'imperatore Teodosio II. Per questo motivo Eutiche godette di grande stima alla corte di Costantinopoli. Eutiche cominciò ad essere citato nei documenti dell'epoca in tarda età, alla veneranda età di settant'anni. Anti-nestoriano convinto, agli inizi degli anni 440 entrò in dura polemica contro le idee nestoriane. Nonostante il loro propugnatore vivesse in esilio dal 435, il nestorianesimo (l'eresia secondo la quale in Cristo la persona umana e la persona divina sono nettamente distinte) continuava a diffondersi in molti ambienti. Sostenitore dell'insegnamento del Patriarca di Alessandria Cirillo, approvato solennemente al Concilio di Efeso nel 431, Eutiche radicalizzò ulteriormente la divinità del Cristo fino a darle un ruolo totalmente predominante sull'umanità, affermando che dopo l'unione di Dio con la natura umana (l'incarnazione) fosse prevalsa la natura divina. Ciò equivaleva però a dissolvere la natura ipostatica propugnata ad Efeso.


Eutiche (che morì nel 454) fu un archimandrita eretico nell’area di Costantinopoli che insegnava l’eresia monofisita. Egli deteneva la seguente posizione eretica: “Io confesso che Nostro Signore aveva due nature prima dell’unione ma dopo l’unione io non ne confesso che una”. Negando che Nostro Signore ha due nature, egli rinnegava la vera umanità di Gesù. Eutiche fu condannato dal Patriarca Flaviano di Costantinopoli al sinodo in Costantinopoli il 22 novembre 448. Successivamente alla sua condanna da parte di Flaviano, Eutiche si appellò a papa San Leone Magno. Nell’appello di Eutiche a Papa Leone è presente un’interessante riconoscimento dell’autorità del Papa di intervenire negli affari della Chiesa in Oriente e di emanare sentenze autorevoli.

Eutiche di Costantinopoli a Papa Leone (Lettera 21 nella collezione di lettere di papa Leone), Inverno 448-449: “Ho domandato loro di far conoscere queste cose a sua santità, così che voi possiate giudicare ciò che sembri a voi giusto, impegnandomi con ogni mezzo a seguire la vostra decisione... mi rifugio dunque presso di voi, che siete il difensore della religione ed esecratore di tali fazioni... vi supplico di non essere pregiudicato contro di me dai loro insidiosi disegni su di me, ma di pronunciare la sentenza che vi sembrerà giusta basandosi sulla fede, e in futuro non permettiate che nessuna calunnia sia proferita contro di me da questa fazione, e nemmeno che uno sia espulso e bandito dal numero degli ortodossi”.

Papa San Leone Magno confermò la condanna di Eutiche e condannò la sua falsa posizione nel suo famoso Tomo (Lettera 13, 13 giugno 449).

Papa San Leone Magno, Tomo a Flaviano (Lettera 13), 13 giugno 449: “Ma quando durante il suo esame incrociato Eutiche rispose e disse: ‘io confesso che Nostro Signore aveva due nature prima dell’unione ma dopo l’unione non ne confesso che una’; io sono sorpreso che una sua affermazione tanto assurda ed errata non sia stata criticata e rimproverata dai suoi giudici e che una dichiarazione che raggiunge il livello della stupidità e della blasfemia sia stata lasciata passare come se non si sia sentito nulla di offensivo: perché l’empietà di dire che il Figlio di Dio aveva due nature prima della sua incarnazione è solo eguagliata dall’iniquità di affermare che non ci fu che una sola natura in Lui dopo che la Parola divenne carne”.

Alla morte dell'imperatore Teodosio nel 450, gli ortodossi ottennero dall'imperatrice Pulcheria, poi canonizzata, la convocazione di un nuovo Concilio ecumenico che si tenne a Calcedonia nell'ottobre del 451. A Calcedonia il monofisismo venne condannato e l'imperatore Marciano fece esiliare sia Dioscoro, che morì nel 454, che Eutiche. Il concilio stabilì che in Cristo esistono due nature (dyo physeis) dopo l'Incarnazione, e una sola persona (prosopon) e sostanza (ypostasis).

Ritratto per la mummia di Eutiche  
100 - 150 - Pittura

Eutiche fu anche condannato al Concilio di Calcedonia nel 451. Tristemente Eutiche rimase ostinato fino alla fine e non mantenne la sua promessa di attenersi alla sentenza di Papa Leone. Ciononostante la sua lettera a Leone è un’ulteriore evidenza che l’Oriente riconosceva che un Romano Pontefice possiede una giurisdizione globale che si estende anche in Oriente. 

Papa Leone I lo definì «pensatore confuso e poco abile»;

Pierre Thomas Camelot, parlando del dialogo Eranistes di Teodoreto di Cirro (447), afferma che dietro il personaggio del "mendicante" potrebbe nascondersi la figura di Eutiche:

«...Cristo è solamente passato attraverso il seno della Vergine; è alla divinità di Cristo che bisogna attribuire le sofferenze della passione. Dopo l'unione, la natura divina resta ciò che era e assorbe l'umanità, come l'acqua del mare dissolve e assorbe una goccia d'acqua che vi sia caduta; la natura che è stata assunta non è distrutta, ma trasformata nella sostanza della divinità. Il corpo di Cristo non è della medesima sostanza del nostro. Se Cristo è «da due nature», dopo l'unione non vi è che una sola natura»

(Teodoreto, Eranistes, citato in P.T. Camelot, Efeso e Calcedonia, cit., p.83)

LA BIBBIA PROVA IL PAPATO


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