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Alle votazioni in Italia vota NO

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Il No al referendum impedirà al potere politico di ottenere una magistratura schierata. Il magistrato Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia, l’ex magistrato Carlo Nordio, in un intervento pubblico ha detto: dobbiamo votare Sì al referendum così ci togliamo di mezzo la magistratura che è un plotone di esecuzione. Frasi deliranti, pronunciate dal braccio destro del vertice del potere esecutivo in materia di giustizia, titolare anche del potere disciplinare nei confronti dei magistrati, che diventerà ancora più incisivo se vincerà il Sì al referendum. Ricordo alla Bartolozzi e al ministro che la protegge che decine di magistrati sono stati vittime di plotoni di esecuzione composti da terroristi, mafiosi e apparati deviati dello Stato. Per i sostenitori del No, tra cui mi annovero anche io, bisogna tenersi molto cari il ministro Nordio e i suoi più stretti collaboratori, perché quando parlano innalzano sensibilmente le probabilità di vittoria del No. Allora vien ...

Referendum: 4 zampe per 1 Cavallo di Troia

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  Partiamo da una considerazione: i 4 referendum sul lavoro sono sacrosanti. Referendum numero uno:  per abolire i contratti a tutele crescenti di Renzi (sarebbe meglio chiamarli “contratti a fregature calanti”) e reistituire invece l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Cosa c’è di più naturale? Se un lavoratore viene licenziato senza giusta causa, semplicemente il licenziamento viene annullato. Chi vuole rimettere l’articolo 18 vota sì al primo referendum, chi vuole essere complice di Renzi si astiene. Referendum numero due : quando un dipendente di una piccola azienda viene licenziato senza giusta causa, si può ancora fare, ma il risarcimento che il datore di lavoro deve versare non si limita a 6 mensilità, ma interviene un giudice per valutare se il datore di lavoro sta abusando di questa sua facoltà di licenziamento facilitato e quindi debba risarcire il dipendente con con un importo maggiore. Anche qui, quanti sono i casi nel mondo reale in cui una norma del genere ...

Si dimentica il dovere civico del voto

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Occorre premettere che votare è un diritto di ogni cittadino che ha compiuto la maggiore età, in quanto è l’unico modo per esercitare la sovranità di cui all’art.1 Cost. e per partecipare in concreto alla vita politica e istituzionale della Nazione. Infatti ogni cittadino dopo il compimento del 18° anno di età può votare alle elezioni politiche, amministrative ed ai referendum esibendo la tessera elettorale ed un valido documento di identità. Il diritto di voto è garantito dall’articolo 48 della Costituzione che così recita: “ Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale ...