Domenica delle Palme



 Nella Domenica delle Palme la liturgia ricorda l'entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme a dorso di un asino mentre tutta la folla stendeva mantelli a terra ed agitava palme. Si tratta del giorno nel quale si dà inizio alla Settimana Santa che terminerà con la resurrezione di Gesù, commemorata nella Domenica successiva, la Domenica di Pasqua. Con la Domenica delle Palme non termina la Quaresima, la quale, invece, terminerà il giovedì santo, giorno nel quale prende avvio il Triduo pasquale. La Domenica delle Palme è conosciuta anche come seconda Domenica di Passione, poiché nella Messa Tridentina, la Domenica di Passione si celebra una settimana prima.

 Si tratta di una festività ricca di simbolismo e condivisa da cattolici, protestanti e ortodossi: la palma da sempre indica l'anno solare poiché produce una foglia ogni mese. La palma è anche simbolo di risurrezione poiché rinasce dalle proprie ceneri e per questo in greco è conosciuta, come "phoinix", ovvero fenice mentre, nell'occidente cristiano, laddove non ci sono palme viene spesso sostituita dall'ulivo, simbolo dell'unzione di Gesù, o da rametti intrecciati con fiori, se non ci sono palme o ulivi, come nelle zone del nord Europa.

 Momento introduttivo della liturgia della Domenica delle palme è la benedizione delle palme, o degli ulivi, e la successiva processione, che inizia fuori dalla chiesa e termina dentro la chiesa, a memoria, appunto, dell'ingresso glorioso di Gesù a Gerusalemme.

 Nella liturgia cristiana il tono festoso della commemorazione rimane solamente per la processione introduttiva, mentre le Letture del giorno ripercorrono la passione di Gesù.

titolo Entrata di Cristo a Gerusalemme

autore Giovan Santi di Tito anno 1570


 Lettura (Gv 12, 12-16)

 Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:

«Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d'asina.

I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.

 PREGHIERA. O Divino Gesù, o Dio che Ti facesti uomo per noi, soffristi, amasti e moristi, noi Ti adoriamo, e Ti veneriamo soffrendo con Te il ciclo della Tua agonia. Così sia.

 PRATICA. È tradizione da millenni che i rametti di palma o di ulivo benedetti vengano conservati dai fedeli e portati a casa, per essere usati sia come dono con le persone più care che non hanno potuto presenziare alla benedizione e processione delle palme, sia per benedire la casa e la tavola del pranzo pasquale, da parte del capofamiglia, intingendo il rametto stesso nell'acqua benedetta durante la veglia di Pasqua.

 MARTIROLOGIO ROMANO. Domenica delle Palme: Passione del Signore, in cui il Signore nostro Gesù Cristo, secondo la profezia di Zaccaria, seduto su di un puledro d’asina, entrò a Gerusalemme, mentre la folla gli veniva incontro con rami di palma nelle mani.


ICONOGRAFIA

 Tradizionalmente l'iconografia della Domenica delle Palme rappresenta Gesù che entra a Gerusalemme la città santa in sella a un'asina, mentre la folla lo osanna, stende dei mantelli a terra, simbolo di incoronazione, e agita rami di palma appena tagliati dagli alberi.

titolo L'ingresso di Cristo in Gerusalemme

autore Peter Paul Rubens anno 1632

Nell'immaginario collettivo gli animali degni di essere cavalcati da un re erano solamente i cavalli esenti dalle corse e dal lavoro nei campi. Gesù, invece, entrò a Gerusalemme sul dorso di un'asina. Come diceva il profeta Zaccaria: Gesù è un re diverso sceglie di essere trasportato dall'animale più umile e servizievole, che è sempre accanto alla gente che lavora; le sue insegne sono la pace e il perdono. Con questo ingresso trionfale nella Città Santa, tuttavia, Gesù mostra a tutti di essere il Figlio di Dio. L'asina, inoltre, può rappresentare anche l'elemento istintivo e terreno dell'uomo, che Gesù conduce verso la salvezza. Nel testo evangelico, infatti, gli animali sono sciolti da quegli stessi apostoli che poi porteranno agli uomini l'annuncio della Resurrezione. 

titolo Entrata di Cristo a Gerusalemme

autore Antoon van Dyck  anno 1617

La palma è un forte elemento simbolico presente nella scena, è la pianta come detto che si rinnova ogni anno con una foglia, ma riporta anche all’immagine messianica di creazione un ponte tra il monte e la città, tra Dio e l’uomo. Fino al IV secolo, a Gerusalemme una tradizione locale indicava fisicamente la palma da cui erano stati staccati i rami con cui i fanciulli avevano inneggiato a Gesù. In Occidente la palma è stata sostituita dall’ulivo sia perchè simbolo di pace sia per le dimensioni ridotte e in assenza di esso vengono usati rametti di fiori intrecciati.

titolo Entrata di Cristo a Gerusalemme

autore Willem van Herp anno XVII sec



titolo Entrata di Gesù a Gerusalemme

autore Giotto anno 1304/1306

Nell'opera "Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme" di Bernhard Plockhorst al centro della composizione, Gesù è raffigurato a dorso di un asino e indossa una tunica bianca con un manto rosso, colori che simboleggiano la purezza divina e la futura Passione. Il suo volto è sereno, assorto, con lo sguardo rivolto in avanti. Attorno a lui si muove una folla festante, composta da uomini, donne e bambini, che lo accoglie con entusiasmo, agitando rami di palma – segno di vittoria e riconoscimento messianico – e stendendo mantelli e fiori sul suo cammino.

A sinistra, un gruppo di bambini in primo piano corre verso Gesù: alcuni portano corone di fiori, altri sollevano i rami con gioia. A destra, una donna inginocchiata guarda il Maestro con devozione. Dietro di lui, gli apostoli lo accompagnano in silenzio, mentre altri volti si affacciano dalle mura della città. Il cielo limpido e alcune colombe bianche in volo accrescono il senso di pace e spiritualità della scena.

Plockhorst utilizza la tecnica dell’olio su tela per ottenere un effetto realistico e armonioso. I colori sono luminosi ma delicati, i volti sono espressivi e curati nei dettagli, e la composizione è equilibrata, con un sapiente uso della prospettiva per guidare l’occhio verso la figura di Gesù.

titolo Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme

autore Bernhard Plockhorst anno XIX sec




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